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Il giorno 26 gennaio si è svolto il primo evento dell’anno: “Coaching e sistema DISC”.

I lavori del pomeriggio si sono aperti con il saluto dell’istituto e la presentazione della tematica del giorno. Oggi, manager, project manager, team leader sempre di più acquisiscono consapevolezza della necessità di coinvolgere le persone che collaborano con loro. Il metodo autoritario se funziona in alcuni momenti dei percorsi progettuali da solo non basta per garantire il successo del progetto.

Durante il seminario sono state alternate esposizioni teoriche ed attività esperienziali che hanno permesso ai partecipanti di verificare in pratica alcuni principi esposti nel corso delle presentazione.

I presenti si sono lasciati prendere dalla teoria, dalle domande, dai giochi, dimenticandosi del tempo che scorreva, discutendo tra loro e cercando di risolvere gli esercizi nel miglior modo possibile...

L’evento ha cercato di rispondere prima di tutto ad alcune domande, cosa è il coaching, quali sono le sue origini e perché è importante il coaching.

Attraverso un focus su elementi mirati, la relatrice Sandra Vaudagna ha accompagnato i presenti nel percorso descrittivo del coaching.

Ha spiegato le origini del coaching.

Da Socrate e la Maieutica, l’arte della levatrice”, attraversando gli anni ’70, con Timothy Gallwey, professore universitario di Harvard e istruttore di Tennis, che mette le fondamenta del coaching moderno. (“L’avversario che si nasconde nella nostra mente è più forte di quello dall’altra parte della rete-The inner game of tennis)”.

Successivamente, la relatrice ha illustrato che grazie a John Whitmore, il coaching si è diffuso in ambito aziendale e di business.

Oggi il coaching è presente negli ambiti aziendali, ma si sta sviluppando anche in altri ambiti (professionisti, privati, orientamento di carriera, orientamento scolastico, etc..).

La relatrice ha spiegato che il coaching integra i due concetti: è un mezzo per andare da un luogo a un altro (raggiungere una condizione desiderata a partire da quella attuale) attraverso un percorso di allenamento.

Ha poi continuato il suo percorso descrittivo specificando che ognuno di noi è spesso vittima di paradigmi limitanti, frasi e pensieri che ci ripetiamo costantemente e che condizionano i nostri comportamenti. Scoprirli rende più facile combatterli e trasformarli.

A questo punto, utilizzando musica e parole, ha coinvolto la platea in un gioco di autoconsapevolezza.

I presenti hanno partecipato con interesse, mettendosi in gioco e scrivendo sui propri taccuini le risposte alle domande rivolta dalla relatrice.

Nel proseguire dei lavori la relatrice Anna Chiovenda ha introdotto il sistema DISC, illustrando cosa si intende, a cosa serve e come si usa.

Il seminario della relatrice è iniziato con il sottolineare l’importanza dei soft skill e le difficoltà che si incontrano nel loro esercizio: la comunicazione esplicita, la comunicazione non verbale, il coinvolgimento delle persone, la condivisione di un obiettivo, la leadership… la mancanza di fiducia.

E’ proprio la domanda “di chi mi fido” è stato uno dei focus del pomeriggio: come si costruisce una fiducia?  Costruire fiducia significa passare dal concetto di gestione delle risorse umane al concetto di gestione delle relazioni professionali con le persone.

Da qui ha preso le mosse l’approfondimento del paradigma “inside-out”, più un manager conosce se stesso più sarà in grado di capire gli altri e svolgere il proprio ruolo di facilitatore.

Il sistema D.I.S.C. è un insieme di strumenti utili per sviluppare strategie efficaci nella comunicazione e nella realizzazione dei progetti.

Gli strumenti consentono di potenziare la propria efficacia, di comunicare in modo più soddisfacente, per creare rapporti di lavoro positivi favorendo la costruzione dei gruppi, riducendo situazioni d conflitto e tensione.

Sono stati illustrati i 4 diversi tipi di comportamento (dominante, influente, stabile, cauto) e come questi comportamenti sono visti dagli altri, dall’ambiente con il quale ci si relaziona.

Dopo una pausa meritata per il caffè ed il networking, i presenti sono stati coinvolti in un difficile gioco di numeri e lettere… per scoprirsi e scoprire cosa potrebbe essere utile per i propri progetti.

La platea ha accolto con favore anche questo ultimo esercizio e si è impegnata il più possibile per… far quadrare i conti!


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